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X STEP: L'AUTOGIRO NELLA LETTERATURA

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L'autogiro fu anche oggetto di stesure di romanzi, vista la notevole curiosità che aveva generato. Di seguito alcuni dei libri più famosi che riguardano il binomio autogiro - Juan de la Cierva o uno dei due elementi singolarmente. The Dragonflies: The story of Helicopters and Autogiros, 1919-1970 (27 ottobre 2019, Robert Jackson) Copertina di ''The Dragonflies'' ''Il  sogno di volare è vecchio quanto la mente dell’uomo’’. Così si apre il l’opera di Robert Jackson, che riguarda l’evoluzione nel tempo e la loro progressiva valorizzazione nelle diverse applicazioni prima dell’autogiro e poi dell’elicottero.  La trama segue un racconto epico che inizia nel IV secolo a.C. e viaggia verso gli antichi fisici greci e grandi pensatori come Da Vinci. Con l'aspirazione a fantastiche macchine volanti che o volavano magnificamente o si schiantavano a terra, i progetti si sono evoluti nel corso dei secoli fino a quando, infine, il potenziale dell'elicottero (che è...

IX STEP: L'INVENTORE ED I SUOI AMICI

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  Da sinistra: José Barcala, Pablo Díaz e Juan de la Cierva con il "BCD-1", il "Cangrejo"; Madrid, estate 1912  Juan de la Cierva, assieme ad i suoi amici e collaboratori Josè Barcala , Tomàs de Martin Barbadillo , e Pablo Diaz si avventurò nell’arduo ed incerto compito di costruire aeroplani sufficientemente grandi da poter volare in modo autonomo. In una piccola falegnameria di Madrid, gli amici di infanzia, iniziarono a costruire dei modellini per un velivolo usando carta, legno e corde di pianoforte. Il gruppo si faceva chiamare ‘’Panda Aviatoria’’ e battezzò la loro prima costruzione riuscita con il nome di ‘’BCD-1’’, cioè il ‘’Granchio Rosso’’. Dopo il periodo della ‘’Panda Aviatoria’’, De la Cierva e Barcala proseguirono negli studi di ingegneria. Ricardo Codorniu y Starìco, nonno dell'inventore dell'autogiro Tuttavia, è fondamentale notare che la sua vocazione al mondo dell’aviazione risale all' infanzia, con l’intenzione di seguire le orme del ...

VIII STEP: L'AUTOGIRO NEL FUMETTO

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 Anche nell’ambito della fumettistica l’autogiro ebbe un notevole successo. Nel decimo volume della serie ‘’Tom Strong’’, dal nome del suo protagonista, infatti compare proprio un autogiro. Il nome del volume è ‘’ Tom Strong and his phantom autogyro  - Tom Strong ed il suo autogiro fantasma’’. Gli autori Alan Moore e Chris Sprouse (che ne curò le illustrazioni) pubblicarono la serie di fumetti ogni due mesi inizialmente, a partire dal 1999. Copertina del X volume del fumetto Nel fumetto, Tom Strong (che nasce dal desiderio dell’autore di rendere omaggio agli eroi dei pulp  magazines), testa il velivolo noto come ‘’Necrogyro’’, progettato da uno scienziato morto poco tempo prima e che era noto come Foster Parallax. La peculiarità del velivolo consisteva nell’idea che potesse oltrepassare la dimensione della morte. All’accensione, Tom Strong viene stordito da alcune sostanze emesse dalle pale dell’elica dell’autogiro e dal loro rumore e al suo risveglio si ritrova nella c...

VII STEP: L'AUTOGIRO E I FILM

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L’autogiro, in qualità oggetto fortemente innovativo comparve in moltissime scene cinematografiche, girate nei decenni successivi alla sua invenzione. Un esempio è nel quinto film di 007 in cui James Bond è interpretato da Sean Connery: ‘’ You only live twice - Si vive solo due volte ’’, del 1967.  Nel film, il protagonista prese i comandi di un autogiro, chiamato ‘’Little Nellie’’ per sfuggire ad un attacco da parte dei suoi nemici, che erano a bordo di elicotteri. Il nome dell' autogiro un omaggio alla cantante e diva Nellie Wallace, vissuta tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento. L'aggettivo ''little'' sottolinea quanto le dimensioni di questo velivolo fossero ridotte, al punto che nella trama, si dice che esso fosse scomponibile in diversi pezzi che potevano essere addirittura trasportati in delle valigie. Autogiro impiegato per le riprese del film Il modello G-ARZB ha preso parte al film dopo essere stato appositamente modificato...

VI STEP: IL FRANCOBOLLO

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Il francobollo in figura, emesso in Spagna nel 1939, pochi anni dopo la morte dell'inventore dell'autogiro, rappresenta il glorioso momento del primo sorvolo sulla città di Madrid.  Le dimensioni sono di  43 x 24  mm ed è possibile trovare lo stesso francobollo in diverse colorazioni. Il suo prezzo era di 1 peseta spagnola. Sul lato sinistro dell'immagine è possibile vedere, da una prospettiva che regala grande risalto alle pale dell'elica, l'autogiro (modello C30, uno dei primi prodotti dalla Cierva Autogiro Company), in volo. Sulla destra è anche presente una rappresentazione del volto dell'ingegnere de la Cierva, inventore del velivolo.  Sitografia: (Alamy.it), Spagna - circa 1939: francobollo stampato in Spagna, mostra Juan de la Cierva e il suo Autogiro C-30 sorvolo Madrid, circa 1939, https://www.alamy.it/foto-immagine-spagna-circa-1939-francobollo-stampato-in-spagna-mostra-juan-de-la-cierva-e-il-suo-autogiro-c-30-sorvolo-madrid-circa-1939-89301182.html ...

V STEP: LA BIBLIOGRAFIA STORICA

  Dopo l'invenzione dell'autogiro furono tantissimi i fisici e gli scienziati che dedicarono la loro cultura alla stesura di opere che sintetizzassero l'importantissimo contenuto scientifico di tale innovazione.  Di seguito sono riportati alcuni riferimenti alla bibliografia storica relativa all' autogiro in analisi, composta da testi redatti e pubblicati negli anni successivi all'invenzione. Alcuni dei testi segnalati vennero scritti dall'inventore stesso e dal noto studioso Hermann Glauert , celebre per i suoi studi nell'ambito dell'aerodinamica e non solo. (Glauert 1927): Hermann Glauert, Autogyro Theory, Cambridge, in ''The Aeronautical Journal'', n.198,  v.31 , pp. 483-508, 1927.  (de la Cierva 1935): Juan de la Cierva, New Developments of the Autogiro, in  ''Journal of the American Helicopter Society'', v.39, n.300, pp. 1125-1143, 1935. (Hafner 1938): Roland Hafner, The Hafner Gyroplane, in ''The Aeronatical...

IV STEP: IL PRINCIPIO FISICO ALLA BASE DELL'INVENZIONE

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Nonostante le notevoli innovazioni nel campo dell’aeronautica, è ancora elevato numero di incidenti aerei associati al fenomeno dello stallo. La condizione di stallo è la condizione di drastica riduzione della portanza di generata da un sistema portante, come un’ala, dovuta al distacco della corrente fluida dal dorso, che si ha quando si supera l'incidenza critica o quando si vola ad una velocità di sotto di quella detta ‘’di stallo’’.   De La Cierva, dopo a ver sofferto per la perdita di alcuni amici in alcuni incidenti aerei di questo tipo, si dedicò al tentativo di risolvere questo problema. L'idea alla base del progetto fu quindi quella di progettare un velivolo che potesse non stallare mai e la soluzione adottata fu quella di un'ala rotante. D e La Cierva trovò la soluzione che gli permise di introdurre un'innovazione notevole, ovvero lo sviluppo del rotore con pale articolate, dotando quindi le pale del movimento di flappeggio. Tale soluzione permette a...